The Social Reckoning, il nuovo film scritto da Aaron Sorkin e idealmente seguito del classico The Social Network del 2010, ha avuto un debutto difficile al botteghino americano. Il film, distribuito da Sony Pictures, ha incassato appena 5.5 milioni di dollari nel weekend di apertura, un risultato deludente considerando le aspettative legate al brand e al nome di Sorkin, secondo quanto riportato da Variety.
Con un budget di 30 milioni di dollari, il film dovrebbe riuscire a recuperare i costi tra cinema e diritti streaming. Tuttavia, il confronto con il predecessore è impietoso: The Social Network, diretto da David Fincher e interpretato da Jesse Eisenberg nei panni di Mark Zuckerberg, incassò 224 milioni di dollari nel mondo e consacrò Sorkin con l'Oscar per la sceneggiatura adattata.
The Social Reckoning non è un sequel diretto, ma aggiorna la storia al mondo contemporaneo dei social media. Jeremy Strong interpreta un CEO di Facebook vecchia scuola, Mikey Madison è una giovane staffer che lavora per lui e Jeremy Allen White è un giornalista che vuole raccontare la verità sulla compagnia. Il film ha diviso la critica, con un 55% di approvazione su Rotten Tomatoes, lontano dall'entusiasmo che accompagnò il film di Fincher.
Non è solo il film di Sorkin a faticare su questi temi. Il documentario su Elon Musk di Alex Gibney ha incassato 69,321 dollari da quattro schermi, mentre un altro titolo di Nathan Fielder e Lance Oppenheim è atteso per il prossimo weekend. Tutti cercano di catturare l'interesse del pubblico sul rapporto tra tecnologia, potere e miliardari, ma con risultati commerciali contrastanti.
Secondo gli analisti, il problema potrebbe essere più profondo. Paul Dergarabedian di Rentrak ha spiegato: “Facebook era un soggetto molto più sexy nel 2010. Oggi è diventato più una utility.” David A. Gross di FranchiseRe ha aggiunto: “Il sentimento pubblico è cambiato, e l'interesse del pubblico è diminuito. La storia ha perso il suo mordente.”
Il caso di The Social Reckoning dimostra quanto sia cambiato il rapporto del pubblico con le storie sulla tecnologia e i suoi protagonisti. Non basta un grande nome alla sceneggiatura o un marchio famoso per garantire il successo al box office: il pubblico sembra chiedere qualcosa di più di una semplice critica al potere delle grandi piattaforme.